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Giuseppe Grosso

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November 29

de andrè

Le passanti

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.


De andrè
October 06

Medicina

Anche se ormai nessuno nè usa nè legge più i Blog io avverto tutti che sono entrato in Medicina!
Oggi mi sono iscritto quindi ormai è fatta!
Sarà x me più difficile scrivere e aggiornare qui..
Un bacio a tutti =)
June 25

Intervista biagi a osho

ENZO BIAGI: Come prima cosa vorrei chiederti qual è il tuo insegnamento.


OSHO: Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere... ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità. Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti ha basi logiche, nessuno si fonda sull'intelligenza. Sono tutte superstizioni, sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla di autentico. Ad esempio, tutte le religioni si fondano sulla menzogna più grande che esista al mondo: Dio. Nessuna religione è riuscita a dimostrare in maniera logica e scientifica la sua esistenza; tuttavia, tutte continuano a inculcare in ogni bambino l'idea di Dio. E’ semplicissimo eliminarla: si deve solo far vedere a chi ti sta di fronte che si tratta di un'idea imposta. La tua intelligenza non l'ha mai accettata. Viceversa si tratta di una corruzione della tua innocenza da parte di genitori, insegnanti, preti, che con la logica ti hanno plagiato. Tutte le religioni affermano che Dio è necessario, altrimenti chi avrebbe creato l'esistenza? C'è l'esistenza, quindi ci deve essere un creatore. Senza un creatore, come può esistere la creazione? Ma poi non vanno oltre. Una persona intelligente andrebbe oltre e chiederebbe: "Ma in questo caso, chi ha creato Dio?" Se Dio esiste senza che esista un creatore, dove va a finire la vostra logica? L'esistenza ha bisogno di un creatore, ma il creatore no? Non è logico. Questo non è altro che un'ingannevole manipolazione dell'innocenza umana; un bambino non è in grado di mettersi a discutere. Si limita ad accettarla come un dato di fatto. Mi ricordo un aneddoto molto bello. All'università di Parigi insegnava un professore di filosofia un po' eccentrico, cosa non rara. Era preside della facoltà ed era sua abitudine fare affermazioni assurde, finché un giorno superò ogni limite. Iniziò la lezione dicendo: "lo sono l'uomo più importante del mondo intero".
Era troppo! Uno studente si alzò e disse: "Sei un grande filosofo, un logico eccezionale, per cui devi dimostrare logicamente ciò che hai detto". Il professore non solo era pronto, ma ne fu felice. Srotolò un planisfero e chiese: "Qual è la nazione più grande del mondo?" Tutti, ovviamente, risposero: "La Francia!" il professore rise, senza che gli studenti ne capissero il motivo. Quindi proseguì, chiedendo: "E in Francia qual è la città più sacra, la più importante?" In coro risposero: "Parigi.. E la più bella!" Di nuovo rise. Gli studenti si sentirono a disagio. Probabilmente stava guidandoli verso conclusioni logiche a loro sconosciute, che ancora non vedevano.
La domanda successiva fu: "E qual è il luogo più importante nella città più bella del mondo?" "L'università ovviamente, il tempio della saggezza", fu la risposta. Di nuovo il professore rise e chiese: "E quale facoltà è la più importante nell'università?" Gli studenti si trovarono in trappola. Riconobbero che aveva costruito un'argomentazione artificiale. Sembrava logica senza esserlo... a quel punto dovettero dire: "La nostra facoltà naturalmente". La risata finale fu fragorosa: "Ora capite perché ho detto che sono la persona più importante del mondo? Io sono il preside di questa facoltà".
Tutti gli argomenti riguardanti Dio, il paradiso, l'inferno, seguono la stessa linea. Il mio lavoro tende a distruggere la falsa struttura della logica, a quel punto le vostre fondamenta iniziano a sgretolarsi, scompaiono le vostre mitologie, lasciandovi uno spazio incontaminato, da cui sorge la vostra individualità. A quel punto non sei più parte di una folla. Il mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice ingranaggio dei sistema, non una particella della massa. Voglio darti un'integrità, una libertà dell'anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna schiavitù, detta cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall'ignoranza, dall'infelicità, dall'angoscia. Io non ho insegnamenti. Offro solo espedienti, stratagemmi. Non sono un insegnante, sono un Maestro. Gli insegnanti offrono insegnamenti, i Maestri possiedono espedienti, stratagemmi, metodologie per trasformare la gente.

BIAGI: Perché sei stato arrestato in America e poi sei stato costretto ad andartene?

OSHO: Perché Socrate fu avvelenato? Perché Gesù fu crocefisso? Perché tante volte si attentò alla vita di Buddha? A me non hanno fatto un gran male, si sono limitati ad arrestarmi senza un mandato, senza spiegarmene il motivo, senza permettermi di chiamare i miei avvocati, come era mio diritto. Non risposero alle mie domande, la sola risposta evidente erano quei dodici fucili carichi che mi erano stati puntati contro. In ogni caso, quell'esperienza mi ha divertito. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Socrate. Non mi hanno avvelenato. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Gesù. Non mi hanno crocifisso. Si sono limitati a maltrattarmi per dodici giorni spostandomi da un carcere all'altro. Di fatto è stata un'esperienza eccezionale: ho sempre desiderato visitare l'inferno, sebbene non esista. L'America mi ha concesso l'opportunità di visitarlo. Ma dopo dodici giorni, poiché non esisteva alcuna accusa contro di me, visto che non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai commesso crimini... il mio solo crimine è stato di aver creato una comune in cui cinquemila persone vivevano così felici e così festanti che quella felicità e quella beatitudine suscitarono la gelosia dei vicini, dei politicanti e in particolare dei cristiani. I cristiani sono venuti in Oriente e hanno convertito milioni di persone al cristianesimo. Ora, per la prima volta, qualcuno sottraeva migliaia di cristiani al loro gregge, senza che loro potessero fare qualcosa... Inoltre, la gente convertita in Oriente non era istruita, erano sempre gli analfabeti, i poveri, mai gli strati più elevati della società. In Oriente i cristiani hanno convertito mendicanti, aborigeni, tribù primitive, orfani, gente che stava morendo di fame per le strade. Mai sono riusciti a convertire un solo intellettuale, una sola persona intelligente, in tutto l'Oriente! Ovviamente si sentirono tremendamente offesi, perché io non convertivo mendicanti, orfani, bensì le loro menti migliori, convertivo solo l'intelligentzia. E non la convertivo a un'altra religione: sarebbe facile toglierti di mano un giocattolo per dartene uno nuovo. Tutti sono felici di avere un giocattolo nuovo. Quello vecchio era ormai sporco, consumato, andava in pezzi, è stato usato da un'infinità di persone per secoli... è molto più bello trovarsi in mano un giocattolo nuovo. Ma io non convertivo questa gente a un'altra religione: mi sono limitato a deprogrammarla... Dunque, sono stati i cristiani alle spalle dei politici a spingerli perché venissi scacciato dagli Stati Uniti. Questa è la prova di quanto sia povera la teologia cristiana, altrimenti sarebbero usciti allo scoperto: io ero pronto a discutere su tutto ciò che volevano. La mia espulsione dagli Stati Uniti dimostra quanto sia povera di argomenti la teologia cristiana. Se avessero avuto coraggio, mi avrebbero invitato a una discussione pubblica. Sapevano, purtroppo di non avere argomenti validi a loro sostegno. Per cui misero in atto un piano criminale per arrivare a espellermi. Ma tutto questo non mi fermerà. Ovunque sarò, continuerò ad attuare il mio metodo. Non possono espellermi da questo pianeta! La mia espulsione non è altro che un segno di sconfitta del cristianesimo, della grande potenza, gli Stati Uniti d'America: non riuscirono a trattare con un individuo, che da solo, senza appoggio di eserciti, si era posto loro davanti, con il solo scopo di proporre un modo nuovo di guardare le cose. Hanno preferito restare ciechi. Ma è l'esperienza di tutta la mia vita: io vendo candele in una città di ciechi! Non è colpa loro se sono in collera con me. E’ un mio errore, ma sono impotente, non posso fare altro: lo commetto e continuerò a commetterlo fino a quando esalerò l'ultimo respiro.

BIAGI. Come avete fatto tu e la tua comune a diventare tanto ricchi?

OSHO: Io non ho fatto nulla per arricchirne. Solo chi è ricco è attratto da me; perché solo le persone intelligenti sono attirate da me. Devi capire che esiste una gerarchia di valori.
Non chiedi mai: "Come mai un povero non è attirato dai dipinti di Picasso?" né chiedi: "Come mai un mendicante non si interessa alla musica di Mozart?" Tuttavia si continua a chiedere come mai solo i ricchi, persone colte, intelligenti, istruite, sono attratte da me. La religione è il lusso supremo. Ovviamente, ne saranno attratte solo le persone che se lo possono permettere. Non si adatta al povero, il povero non ha bisogno di religione. E in nome della religione al povero sono stati dati solo oppio e consolazioni. In nome della religione al povero è stato dato qualcosa di falso, un surrogato. Al povero, che sta morendo di inedia, che è malato, stanco, non si addice la vera religione. Non gli è possibile interessarsi ai voli della consapevolezza. Vuole qualcosa da mangiare, vuole una casa, degli abiti. Fa freddo, è nudo e tu gli parli di meditazione e di consapevolezza? Gli vai a parlare di come conseguire le vette supreme dell'essere? E’ semplicemente assurdo! Quindi, non è vero che la mia gente si è industriata per arricchirsi.. In realtà chiunque venga a me è già ricco. E per quello che viene da me: la religione ha inizio solo quando sei stufo della tua ricchezza, quando possiedi tutto ciò che il denaro ti può dare e tuttavia ti ritrovi vuoto. Hai tutto ciò che puoi possedere, tuttavia scopri che ti manca qualcosa che il denaro non è in grado di darti, per cui devi cercare altre strade. Quando il denaro ti ha dato tutto, quando tocchi il fondo delle sue capacità, il gioco finisce: presto inizi a esserne annoiato e stanco. A quel punto o ti suicidi, oppure inizi una ricerca che ti può condurre a un uomo come me. Io attraggo i ricchi e non fornisco nessun oppio a chi viene da me, ragion per cui il mio stile di vita non si addice al povero.

BIAGI: Come spieghi l'effetto carismatico che hai sulla gente?

OSHO: E’ molto semplice. Io non sono un politicante. Gli uomini politici esprimono in parole ciò che la gente desidera sentire. Io esprimo con le parole la mia esperienza. Senza preoccuparmene se piace o non piace a chi mi ascolta.. Quando parlo, parlo con tutto il mio cuore, senza rispettare affatto le tue reazioni. La mia è semplicità, onestà. Non cerco in nessun modo di influenzarti. Non ho affatto il desiderio di convertirti. Mi limito a condividere la mia esperienza e questo mi diverte, mi allieta. Al mondo troverai persone interessate a te solo perché vogliono convertirti. Non troverai persone che abbiano il semplice desiderio di condividere con te il loro cuore e la loro anima. Non so cosa sia il carisma, perché non ho mai incontrato nessuna personalità carismatica, nel mondo intero. Non mi interessa influenzare nessuno.. Mi rende incredibilmente felice condividere con te la mia visione. E forse la mia schiettezza, la mia verità, l'autorità che traspare dietro alle mie parole, hanno su di te un effetto carismatico. E quando parlo di 'mia autorità', questo non significa che sono una persona autoritaria. Esiste una differenza abissale che deve essere ricordata. Un uomo autoritario ha sempre un'autorità fittizia. Quando Gesù dice: "Ascoltami, perché le mie parole vengono da Dio", parla in modo autoritario. Usa il nome di Dio per rafforzare la propria autorità, Quando il papa parla, parla in nome di Gesù Cristo. E' autoritario. Io non lo sono, perché non parlo in nome di nessuno. Non ho Dio che mi sostiene, né una sacra bibbia. Parlo semplicemente per esperienza personale; e questo mi dà un'incredibile autorità.. Forse, tutte queste qualità sommate, l'autorità che si intravede dietro le mie parole, la mia esperienza, il mio desiderio di non influenzarti, la schiettezza con cui espongo la verità, la mia riconoscenza a te, che mi ascolti... non sei tu a dovermi riconoscenza. Io ti sono riconoscente, perché mi hai dato l'opportunità di alleggerirmi il cuore: è carico, come lo è una nuvola di pioggia; da qualche parte vuole riversare la sua acqua. Ha la stessa fragranza di una rosa che schiude i suoi petali: desidera una brezza che porti quanto più lontano possibile il suo profumo... per questo ti sono riconoscente. Forse è tutto questo ad averti dato l'impressione del carisma.
Altrimenti io sono un semplicissimo essere umano. Non faccio miracoli, non trasformo l'acqua in vino, perché non sono un criminale e quello è un crimine: sofisticare l'acqua! Non rivendico di essere l'unigenito figlio di Dio. Non dico che devi credere in me; al contrario, ti provoco a pensare, a dubitare, a essere scettico. Perché so che se dubiti, se ti interroghi, troverai inevitabilmente la verità che io stesso ho trovato. Solo le persone che dubitano della loro verità ti forzano a credere, ad aver fede. Perché hanno paura che, se ricerchi in prima persona, non troverai nessun riscontro di ciò che dicono. Il loro insistere sulla fede dimostra che loro stessi non sanno. Altrimenti, perché avere paura del dubbio e della ricerca? Io invito a ricercare, a indagare, perché so che qualsiasi cosa io dica esiste dentro di te, proprio come esiste in me.

BIAGI: E’ stato detto che nelle tue comuni esiste un'attività sessuale continua e frenetica.. E’ vero ? Inoltre, cos'è il sesso e cosa l'amore?

OSHO: Innanzitutto un'attività sessuale continua e frenetica non può esistere. La biologia lo vieta, non è in tuo potere: quante volte puoi fare l'amore in una notte? Sai che non può andare avanti all'infinito, esiste un limite e lo scopri molto presto. Dire che nella mia comunità esiste un'attività sessuale continua e frenetica è assurdo. In realtà accadevano attività di ogni tipo e colore e nessuno aveva tempo per attività sessuali. Certo, io non sono favorevole alla repressione, ma questo non significa che io dica alla gente di fare una vita dissoluta.
Quando dico di non reprimersi, voglio semplicemente dire: "Ascolta il corpo. Ha una sua saggezza". Quando mangi, puoi mangiare senza fermarti mai? Sai benissimo che il corpo ti invia segnali chiarissimi, ti indica senza ombra di dubbio quando ti devi fermare. E se ascolti il corpo, starai meglio in salute. Esistono due tipi di estremisti: chi digiuna e non ascolta il corpo che borbotta per la fame, e chi continua a mangiare anche quando il corpo si ribella perché è pieno. Ho saputo che in America ci sono trenta milioni di persone che stanno morendo perché non hanno cibo, né vestiti, né una casa. E lo stesso numero esatto di persone, trenta milioni, sta morendo perché mangia troppo! Di certo dobbiamo vivere in un mondo assolutamente folle. Si dovrebbe capire una cosa elementare e agire di conseguenza: sessanta milioni di persone stanno morendo a causa di un semplice malinteso. Di solito si sa quando smettere di mangiare, né si beve senza mai fermarsi: quando ti sei dissetato, smetti. Come mai il sesso dev'essere un problema?
Esiste un limite... ed è un bene che ci sia! Nella mia comune il sesso è una cosa naturale, come lo è tutto il resto. Non occorre abusarne, né reprimerlo. La Via Auréa è la via mediana.
Inoltre, mi chiedi: "Cos'è il sesso e cos'è l'amore?" Il sesso è una funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime. E questo è l'amore. L'amore può contenere in sé il sesso. Il sesso non può inglobare in sé l'amore. Il sesso è una cosa minuscola. L'amore è vasto e tremendo. Può esistere anche senza il sesso. Un rapporto d'amore non deve necessariamente implicare il sesso. Anzi, per esperienza posso dire che più ci si eleva oltre il sesso e più si inizia a gioire di una comunione spirituale con un amico, una donna, un uomo. Da quello stato di comunione il sesso sembra così distante, così vittima della biologia, se confrontato con la libertà che dà l'amore, con la crescita e l'espandersi che continua ad avere, che è possibile non desiderare più di scendere nelle valli oscure della sessualità. Ma io non impongo limiti di nessun tipo. Dico semplicemente che quando l'amore cresce in profondità, il sesso impallidisce. E quando l'amore raggiunge la sua estrema fioritura, il sesso scompare. Diventa una cosa infantile. Pensaci, mettiti in disparte e guardati fare l'amore. Resterai esterrefatto: tu che fai tutti quegli esercizi ginnici? Ti sembra stupido, idiota!
L'amore è la vera trasformazione dell'energia sessuale. Ma accade solo quando accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l'amore. Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso.. Hanno evitato di conoscere l'energia primaria che può essere trasformata in amore; ragion per cui, possono parlare d'amore, ma i loro discorsi non sono altro che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell'amore e non lo possono capire. E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell'esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire le porte alla perversione. Per cui
tutti i monaci e tutte le suore, di tutte le religioni, sono pervertiti, per quanto riguarda il sesso. Cercheranno altre scappatoie: diventeranno omosessuali e lesbiche. E questo è disgustoso....
Le religioni hanno costretto le persone a diventare omosessuali, lesbiche, a fare l'amore con animali, ma ancora continuiamo a rispettare il celibato. Dovrebbe essere dichiarato un atto criminale. Nessuno può restare celibe, perché è contro natura. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell'accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente, con l'intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l'amore. E mentre l'amore cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E quando l'amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Questo è il vero celibato. Tu non fai nulla per ottenerlo. Ti viene dato in dono dalla natura. Quando affiora come dono naturale dell'esistenza, ha una sua bellezza incredibile; ma quando te lo imponi produci omosessualità, finché un giorno spunta anche l'AIDS. Proprio l'altro giorno qualcuno mi ha detto che Madre Teresa sta aprendo a New York un ospizio per malati di AIDS: "Sta compiendo una grandissima opera umanitaria, ha commentato chi me ne parlava. "Non dire assurdità," ho ribattuto, "è questa gente che ha creato l'AIDS. Se adesso apre ospedali, sanatori, non è altro che un'azione dettata dal pentimento". Non è affatto un'opera umanitaria. L'intero Vaticano dovrebbe essere trasformato in un sanatorio per malati di AIDS, visto che loro ne sono i responsabili. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua natura e attraverso quell'accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L'amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno inevitabilmente brutte. L'amore è simile alle rose... ma quelle radici continuano a mandare energia alle rose ed è quell'energia che dà vita alle rose, per cui non dirò mai: "Taglia le radici, perché non sono belle!" Non tagliarle, aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai ciò che io chiamo amore.

BIAGI: L'ultima domanda, qual è la tua ricetta per essere felici?

OSHO: Ogni bambino nasce felice. Ogni bambino nasce innocente e meraviglioso. Ma poi accade qualcosa e tutti quei bambini meravigliosi si perdono; la loro innocenza viene distrutta. Tutta la loro felicità si trasforma in disperazione. Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. E’ qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Vivere nei ricordi, vivere nell'immaginazione significa vivere una vita non esistenziale; e vivendo fuori dall'esistenza ti sfugge cosa l'esistenza è. Sarai inevitabilmente infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa. Perdi un'occasione dopo l'altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente: te ne dà solo uno alla volta! E quell'istante può essere vissuto oppure ce lo si può lasciare sfuggire. Esistono due modi per farselo sfuggire o ci si lascia appesantire dal passato. Oppure ci si fa attrarre dal futuro... e l'istante scompare! Ci si lascia sfuggire ciò che è reale desiderando ciò che reale non è: l'infelicità umana è tutta qui. Io cerco di aiutare i miei amici a capire una cosa sola: vivi nel presente. In questo istante, ora, non esiste infelicità, né sofferenza, né angoscia.
Se ti allontani dal presente, entri in un mondo irreale... e l'irrealtà sarà inevitabilmente fonte di infelicità. La realtà è estatica e il solo modo per collegarsi al reale è non lasciarsi sfuggire il momento presente. Se conosci il gusto, se anche una sola volta hai assaporato cosa si prova a essere nel presente - a volte, mentre guardi un'alba o un tramonto, sii semplicemente presente, così potrai assaporare il gusto - ti stupirai, ma possiederai per sempre la chiave che ti introduce nel reale. Una chiave universale che può aprire tutte le porte dei misteri della vita, delle sue estasi e delle sue bellezze. Non avete bisogno di un Gesù Cristo che vi conduca in paradiso; siete in grado di essere in paradiso qui e ora. Perché il paradiso non è da qualche parte nell'alto dei cieli. E’ qui, da qualche parte! Mi ricordo di un ateo che in salotto aveva scritto la frase che riassumeva la sua filosofia: "Dio non é da nessuna parte (nowhere, in inglese, n.d.t.)". E tutti coloro che andavano a trovarlo non potevano fare a meno di vederla, ragion per cui da li partiva ogni discussione.... un giorno all'ateo nacque un figlio, che crebbe fino all'età in cui si impara a sillabare. Un giorno il bambino era seduto in braccio al padre, fu attratto dalla scritta sul muro e si mise a leggerla. Riuscì a leggere "Dio", ma "nowhere" era una parola troppo lunga. Per cui la divise in due e lesse: "Dio è qui ora", ('now here' in inglese, n.d.t.). Il padre rimase sconvolto, non aveva mai pensato a quella possibilità di lettura... si dice che la sua filosofia di ateo andasse in frantumi. Iniziò a pensare alle implicazioni di quel qui e ora. Nel qui e ora non troverai Dio, ma qualcosa di più grande: troverai un'essenza divina. Questo è il termine che designa l'esperienza suprema della beatitudine. Ricorda quelle due parole: qui e ora, e conoscerai il segreto della felicità suprema. Non è mai esistito altro segreto, né mai ne esisterà un altro. E tutto qui! Ed è semplicissimo, facilmente a portata di mano di ogni essere umano. Non occorre appartenere a una chiesa o a un'organizzazione. Non devi portare con te una sacra Bibbia, i Veda, la Gita o il Corano. Devi solo capire un po' di più la tua mente e le sue funzioni, come agisce. La mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente; per cui la mente e il tempo non si incontrano mai. Ecco dov'è la tragedia: a ogni istante ti sfugge il treno e continuerai a perderlo per tutta la vita. Un grande mistico stava morendo. I suoi discepoli gli erano vicini e gli chiesero: "Maestro, qual è il tuo ultimo messaggio?" Il Maestro morente aprì gli occhi e indicò col dito il tetto della sua capanna. Uno scoiattolo stava giocando; tutti i discepoli guardarono verso l'alto e per un istante vi fu un silenzio assoluto. Il Maestro disse: "Questo è il messaggio di tutta la mia vita. Vivi nel momento. E’ meraviglioso ascoltare lo scoiattolo che gioca sul tetto, senza preoccuparsi di altro". E aggiunse: "Ora, posso morire" e morì col sorriso sulle labbra, il volto soffuso di beatitudine. Perfino nell'ultimo istante della vita il suo messaggio fu: sii qui e ora. Quello è anche il mio messaggio.
March 06

Arte della retorica

Gli stratagemmi [modifica]

1 Ampliamento 

Interpretare l'affermazione dell'avversario nel modo più generale possibile, restringendo invece la propria.

2 Omonimia 

Estendere l'affermazione presentata dall'avversario a qualcosa che, oltre al nome uguale, non ha nulla in comune con l'argomento in questione.

3 Generalizzazione 

Trattare l'affermazione dell'avversario con valore relativo (particolare) come se avesse un valore assoluto (universale).

4 Occultamento 

Presentare le premesse alla propria conclusione una alla volta, in modo che l'avversario le ammetta senza accorgersene.

5 False proposizioni 

Usare tesi false ma vere ad hominem, sfruttando i preconcetti e pregiudizi dell'avversario.

6 Dissimulazione di petitio principii

Postulare ciò che si dovrebbe dimostrare.

7 Metodo socratico o erotematico 

Porre domande adeguate all'avversario e ricavare la verità della propria affermazione dalle stesse ammissioni dell'avversario.

8 Provocazione 

Suscitare l'ira dell'avversario per confonderlo.

9 Confusione 

Porre all'avversario domande in un ordine diverso da quello nel quale se le sarebbe aspettate.

10 Ritorsione delle negazioni dell'avversario 

Se l'avversario intenzionalmente risponde in modo negativo a tutte le domande, chiedere il contrario della tesi di cui ci si vuole servire.

11 Generalizzazione dell'inferenza 

se l'avversario accetta la verità di fatti particolari dare per scontato che abbia accettato anche l'universale relativo.

12 Metaforizzare 

Scegliere sempre metafore e similitudini favorevoli alla propria affermazione, introducendo nella definizione ciò che si vuole provare in seguito.

13 Presentare la opposto della propria tesi 

Presentare l'opposto della propria tesi in modo denigratorio, per far si che l'avversario sia costretto a rifiutarlo.

14 Dichiarare la vittoria 

Dopo che l'avversario ha risposto a molte domande senza peraltro giungere alla conclusione desiderata, dichiarare la vittoria con una buona dose di faccia tosta.

15 Usare tesi apparentemente assurde 

Se la propria tesi è paradossale e non la si riesce a dimostrare, proporre all'avversario una tesi giusta ma non evidente; se questo la rifiuta condurlo ad absurdum e trionfare.

16 Argomenti Ad Hominem 

Cercare contraddizioni nelle affermazioni dell'avversario.

17 Usare sottili distinzioni 

Se l'avversario incalza con un controprova, occorre trovare una sottile distinzione se la cosa consente un doppio significato.

18 Mutatio controversiae 

Se c'è il rischio che l'avversario possa avere ragione, spostare l'argomento della disputa su altre questioni.

19 Generalizzazione 

Se l'avversario sollecita ad esprimere un'opinione su un particolare, estrapolare l'universale ed opporsi a questo.

20 Trarre conclusioni 

Se l'avversario ha concesso parte delle premesse, trarre la conclusione anche se le premesse sono incomplete.

21 Controargomentazione 

Se l'avversario fa uso di un argomento solo apparente o sofistico, liquidarlo usando un controargomento altrettanto sofistico o apparente.

22 Petitio principii 

Rigettare le premesse dell'avversario come petitio principii.

23 Esagerazione 

Spingere l'avversario ad esagerare le proprie affermazioni e quindi confutarle.

24 Forzare la consequenzialità 

Trarre a forza dalle affermazioni dell'avversario, con false deduzioni, tesi che non vi siano contenute (apagoge.

25 Istanza o Exemplum in contrarium 

L'apagoge si demolisce presentando un unico caso per cui il principio non è valido.

26 Retorsio argumenti 

L'argomento che l'avversario vuole usare a proprio vantaggio viene usato meglio contro di lui.

27 Sfruttare l'ira dell'avversario 

Se di fronte a un certo argomento l'avversario si adira, insistere su quell'argomento, poiché è facilmente il punto debole del suo ragionamento.

28 Argumentum ad auditores 

Funziona meglio quando persone colte disputano di fronte ad ascoltatori incolti. Avanzare un'obiezione non valida ma "spettacolare", che richieda, per essere smentita, una lunga e noiosa disquisizione.

29 Diversione 

Qualora l'avversario fosse sul punto di vincere la disputa cambiare completamente argomento e proseguire come se fosse pertinente alla questione e costituisse un argomento contro l'avversario.

30 Argumentum ad verecundiam 

Invece che di motivazioni ci si appelli ad autorità rispettate dall'avversario.

31 Dichiarazione di incompetenza 

Dichiararsi incompetenti per insinuare negli spettatori il dubbio che l'affermazione dell'avversario sia una cosa insensata.

32 Denigrazione 

Per accantonare, o almeno rendere sospetta, un'affermazione dell'avversario ricondurla ad una categoria odiata dagli spettatori.

33 Vero in teoria, falso in pratica 

Ammettere con questo sofisma le ragioni e tuttavia negarne le conseguenze.

34 Incalzare l'avversario 

Se l'avversario si dimostra evasivo riguardo ad un argomento, incalzarlo su quell'argomento, poiché facilmente sarà uno dei suoi punti deboli.

35 Argumentum ab utili 

Anziché agire sull'intelletto con il ragionamento, agire sulla volontà con motivazioni, dimostrando all'avversario che la sua opinione, se vera, non può recargli che danno.

36 Sproloquiare 

L'avversario rimarrà sconcertato e sbigottito da sproloqui privi di senso[3].

37 Spacciare un argumentum ad hominem per uno ad rem 

Se l'avversario sceglie una cattiva prova a sostegno del suo argomento confutare la prova e passare questa confutazione come una confutazione all'intero argomento.

38 Argumentum ad personam 

Come ultima risorsa diventare offensivi, oltraggiosi e grossolani.

December 04

Tantra

Con la mia prox ragazza adotterò qualche metodo tantra, mi è capitato solo una volta di 'trascendere' durante un rapporto,
ora vi riporto un pezzo.
 
IL SESSO TANTRICO

Di libri sul tantra ne sono pieni gli scaffali di ogni libreria, per cui mi limiterò a darvi brevi cenni su cosa e' il sesso tantrico e su come sperimentare le tecniche di orgasmo rilassato : non prendetela solo come guida Michelin sulla sessualità alternativa, ma anche come modo di affrontare la vita (anche sessuale) serenamente :)

Il "tantra" nasce in india con un preciso significato filosofico e dottrinale e una valenza principalmente spirituale.
La dottrina tantrica infatti, insegna il metodo di liberazione dei vincoli sensoriali, e non una frenetica ricerca di sensazioni nuove ed eccitanti, e come tale va vissuta.nonostante oggi si parli di "tantra" in modo familiare, i riferimenti non sono quasi mai corretti.
Si tende ad indentificarlo come una panacea ai piu' diversi problemi sessuali, mentre dovrebbe essere visto come la via dell'amore, si, ma non intesa solo come rapporto erotico, bensi' come unione sentimentale, psichica e naturalmente sessuale tra uomo e donna.
Il sesso è solo l'inizio, non la fine.

Provate a chiedervi : quante volte faccio sesso in modo concitato, quasi competitivo? La risposta la conoscete da soli. Adattandoci a stili di vita frenetici e stressanti, ci abituiamo a vivere la sessualita' allo stesso modo: affannandoci, sudando, gemendo, urlando e soffocando il respiro allo scopo di conquistare il/la partner con la nostra bravura erotica e la nostra carica sessuale. Quello stato orgasmico che sempre ricerchiamo, ci risulta così molto più lontano di quanto realmente sia. Se cominciassimo a pensare che il sesso non è solo un piacevole modo di consumare calorie e di dimostrarci forti e bravi, riusciremmo a capire la vera essenza del tantra.
Rilassamento e respiro.

«Un giorno lei mi disse: Fai l'amore in modo competitivo. Io mi incazzai, lei era sempre più polemica verso di me. Alla fine non realizzai nessuna delle mie fantasie sessuali strane, il nostro rapporto esplose e io mi trovai solo, disperato e in preda a una eccitazione selvaggia che non riuscivo a sedare in nessun modo. Vedevo il sesso come un modo divertente di fare ginnastica, stavo lì a pensare ai movimenti giusti che dovevo fare per godere e farla godere, ma mi perdevo ogni divertimento.»

Se provate a ricordare l'ultima volta che avete fatto sesso, la vostra memoria si soffermerà per lo più su ricordi fisici e ambientali quali: luogo, posizione, calore, sudore, gemiti, penetrazione e movimenti; in piccola parte su sensazioni psichiche e sensoriali piacevoli. Questo perchè l'orgasmo che avete raggiunto, era sintonizzato su "onde corte" e non su "onde lunghe". Negli ultimi anni di ricerche sul cervello umano, si è scoperto che tanto più una persona è attiva e tesa, tanto più il cervello lavora su un ritmo di onde cerebrali corte e veloci.
In questo stato la capacità di percepire sensazioni piacevoli è bassa.

Il funzionamento del corpo è ridotto perché il cervello ha bisogno di molta energia per affrontare il difficile compito del pensare razionalmente. Pensare razionalmente durante l'atto sessuale è pratica comune ai nostri giorni. Sia gli uomini che le donne si trovano sommersi da paure e dubbi: "le piacerà?", "starà godendo?", "forse non sono abbastanza bella", "forse non sono abbastanza bravo", "dovrei cambiare posizione?" "forse dovrei succhiarglielo un po'". Tutti questi pensieri che ci affollano la mente inibiscono il naturale fluire del piacere, impedendoci di scorgere la vera carica erotica di una carezza, di un bacio o della penetrazione. In questo modo, l'energia vitale viene tolta al corpo per concentrarsi sui pensieri; che é poi lo stesso meccanismo che si instaura quando siamo stressati o ansiosi e digeriamo male: il cervello ha tolto energia allo stomaco che non può portare a termine una corretta digestione. Se proviamo a concentrarci sul rilassamento e sgombriamo la mente da dubbi inutili e controproducenti, il ritmo di "lavoro mentale" diviene più lento e le onde cerebrali si allungano. La dottrina tantrica insegna le tecniche di rilassamento e di "sgombero" da pensieri negativi e bloccanti, per giungere ad una più alta e profonda coscienza di sé, del nostro corpo e del nostro spirito.
Il tantra, invece che spingere a concentrare le energie su tecniche amatorie e penetrazioni contorsionistiche, ci insegna a non fare niente e non pensare a niente. Prova a fare sesso e a concentrarti su "niente" e ti renderai conto che non è così semplice.
Il punto è: mentre facciamo sesso, ci sono mille piccoli stimoli cerebrali e sensoriali che ci portano a pensare ad "altro", a partire dalla posizione fino ad arrivare all'orgasmo stesso; il sesso diviene una specie di gara, o di match con noi stessi.
Ma se proviamo a concentrarci sul niente, nè sull'orgasmo, nè sulla durata, nè sul piacere che stiamo portando al/la partner, l'unica cosa che sentiremo sarà noi stessi e il nostro respiro. Bene, ora che hai sgombro il pensiero e che siete l'uno dentro all'altra, respira profondamente.
Diventa tutt'uno col respiro e pensa solo a questo. Non fare sforzi, pensa che ti stai addormentando e ti concentri sulla respirazione in modo naturale.
Ti sembrerà noioso e stupido, ma è il primo passo per liberarsi da quella zavorra che ti impedisce di godere di un amplesso intenso e prolungato che culmina in un'emozione spirituale profonda, mai provata.
Nel tantra niente deve essere meccanico.

Quando facciamo l'amore siamo generalmente molto impegnati a farlo bene, la tecnica ha la sua importanza, specie per gli uomini che mettono molta attenzione nell'ascoltare il proprio piacere sessuale.
A volte è come se volessimo misurarlo, controllarlo,confrontarne la quantità e la qualità con il piacere provato altre volte, con altre persone.Ma questo meccanismo è controproducente ai fini del piacere stesso. Il sesso tantrico non si fa per mostrare la propria tecnica perché nel sesso non esiste una tecnica. Non si può misurare il piacere che si prova, perché non è un piacere che può essere più o meno forte, bensì un piacere totale: o c'è o non c'è. Se c'è, sei soddisfatto/a fino in fondo.
Difficile descriverlo, bisogna proprio provarlo. Ma attenzione! Non è una cosa mistica, ideale, mentale. Stiamo parlando di una reazione fisiologica, di un cambiamento fisico che avviene dentro il nostro corpo quando si fa l'amore in questo modo diverso.

Se due persone fanno l'amore in modo rilassato e rallentato, dopo 35 minuti circa avviene una reazione fisica che fa sì che le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzano su un livello molto tranquillo e si passi dalle famigerate "onde corte" alle "onde lunghe". Fare l'amore per trentacinque minuti... E' più facile di quello che sembra, perchè non è necessario che il pene di lui sia eretto(il mio è eretto anke ore), è sufficiente che resti dentro, anche se è piccolino e anche se i movimenti non sono dei sonori e poderosi stantuffamenti che tolgono il respiro. Anzi! Il respiro deve essere sempre rilassato e profondo!
Ricorda:

* Respiro corto e concitato = onde cerebrali corte.
* Respiro profondo e rilassato = onde cerebrali lunghe.

Quando nel linguaggio comune si dice "sentire delle buone vibrazioni", essere "sulla stessa lunghezza d'onda" oppure "avere feeling"; ci si riferisce proprio a questo fenomeno di rilassatezza in cui ci sentiamo a nostro agio e non cerchiamo di mostrarci nè bravi, nè belli nè forti e che quindi non ci impone il raggiungimento di nessuna vittoria; non c'è gara con l'altro, e neppure con noi stessi: siamo perchè respiriamo. In termini pratici, quello che è necessario fare per acquisire una buona dimistichezza col sesso tantrico è provare, provare provare provare provare...
La prima volta, ritrovarsi per 35 minuti l'uno nell'altra, muovendosi appena, con movimenti lenti e impercettibili, simili a quelli di un bradipo, ci risulterà davvero assurdo e forse noioso.
Ma dopo le prime volte, superati quei 35 minuti in cui il nostro corpo e la nostra mente si adatterano a questa nuova dimensione di nulla, vi sarà uno sconvolgimento sensoriale e una percezione continua di piacere, come se il confine tra il proprio corpo e quello del/la partner non esistesse più. Ed è a questo punto che si inizia a godere in un modo completamente nuovo dello sfregamento tra i due sessi. Il contatto con la pelle acquisterà una nuova valenza, gli odori si amplificheranno, ci sembrerà quasi di percepire le minuscole particelle ormonali che si liberano nell'aria, ogni più piccolo movimento acquisterà una carica emotiva inaspettata, e tutte le sensazioni fisiche saranno moltiplicate.
Ogni contatto, ogni movimento, ogni carezzamento interno dà subito piacere, non come accade spesso quando si fa "su e giù" e non si sente quasi nulla e il piacere sta tutto nell'attesa dell'orgasmo. In questo stato mentale il piacere sessuale si intensifica, è forte ma non esplode nell'orgasmo...
Esplode dentro, in un piacere diffuso in tutto il corpo; un piacere fatto di brividi e calore che non è solo genitale e che ci lascia in uno stato di appagamento e soddisfazione totale, che passa in ogni centimetro di carne del suo e del tuo corpo.
Ricapitolando:

Sesso tantrico é un modo di concepire e attuare il sesso nella dottrina tantrica. Per metterlo in pratica serve:

* profonda rilassatezza
* sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere
* calma e lentezza
* apertura mentale verso se stessi e i propri sensi
* nessuno stimolo esterno che possa attirare l'attenzione
* lunghi respiri profondi

NON serve:

* avercelo duro (e se ce lo avete duro, dopo 35 minuti di semi-immobilità diventerà molle ed bene così :))
* sbattersi e affannarsi
* mettersi in attesa dell'orgasmo
* cambiare mille posizioni
* urlare, gemere, ansimare..

Detto questo, se ne avete voglia provate ad immaginarlo come una danza. una leggera danza che viene dall'interno, che vi coinvolge senza che voi vi imponiate di ballare.
Se ci riuscite avete scoperto il tantra come lo scoprirono gli antichi indiani. Se non ci riuscite, vorrà dire che sarete costretti ad una vita di affanni per dimostrare che siete i migliori amanti del mondo, pur rimanendo col dubbio della potenza e della bellezza questo tanto declamato sesso tantrico.